La Cappella degli Scrovegni

La mano di Giotto nella Cappella degli Scrovegni

Nel cuore del centro di Padova esiste una piccola cappella, nota per il suo ciclo di affreschi: La Cappella degli Scrovegni.

Piccole pillole di storia
Enrico Scrovegni, usuraio veneto agli inizi del Trecento decise di far realizzare la nota Cappella degli Scrovegni. Fu egli stesso a chiamare Giotto e ad incaricargli la realizzazione degli affreschi all’interno della chiesetta. L’artista dopo le sue soste presso Assisi e poi Rimini decise di accettare la commissione e lavorò anche per questa cappella nei pressi di Padova. 

L’intera cappella fu organizzata in maniera ordinaria: il ciclo pittorico si divide in tre differenti parti.

  • La storia di Anna e Gioacchino, i genitori della Vergine Maria;
  • la storia di Maria, madre di Gesù;
  • la narrazione della vita di Gesù Cristo.

A completare queste macro tematiche, Giotto inserì anche affreschi di allegorie che richiamano le Virtù e i Vizi, ed anche della narrazione del Giudizio Universale. 
Nulla fu scelto a caso! Giotto decise di coprire l’intera superficie interna della cappella, seguendo un progetto iconografico piuttosto unitario, utilizzando i testi di matrice agostiniana e identificati con il frate Alberto da Padova. 

Dettaglio dell’interno della Cappella

La completezza stilistica di Giotto
Gli affreschi della cappella degli Scrovegni rappresentano in storia dell’arte un vero e proprio “upgrade” di Giotto che riesce a rendere più reale le sue narrazioni negli affreschi. In questo caso, la pittura evidenza la solennità degna di queste narrazioni sacre, miscelate con l’intimità dell’animo scandito nei volti e nei gesti. Gli sguardi, le smorfie, iniziano ad essere più evidenti. È straordinario l’equilibrio che si interpone tra i protagonisti, importanti e maestosi e il resto che li circonda, più fisionomici e specchio riflesso della vita tipica di tutti giorni. Qui ritroviamo una maggiore precisione nelle architetture e nei paesaggi che contornano lo sfondo delle vicende affrescate, in cui le figure sono ben proporzionate nello spazio. C’è molta differenza rispetto agli affreschi che ritroviamo ad Assisi

Possiamo per cui affermare che con questi affreschi Giotto abbia compiuto una vera riscoperta del vero, nei sentimenti, nella fisionomia umana e naturale, nella luce, nei colori, nella certezza di uno spazio misurabile.

Dettaglio dell’interno della Cappella

Ti svelo un segreto
La cappella intitolata a Maria Vergine Annunziata fu fatta costruire per espiare il peccato di usura commesso dal padre del committente Rinaldo Scrovegni, citato dallo stesso Dante nell’Inferno. In realtà questa è solo una leggenda, una tradizione che lega la chiesetta e la vita del committente con il letterato Dante. 

Un commento su “La Cappella degli Scrovegni

  1. Quando ero piccola mi ricordo la cappella degli Scrovegni aperta, incustodita e tutti potevano entrare senza nessuna limitazione! Meno male che hanno cominciato a proteggerla!!!

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