Il rifiuto di un Caravaggio

Roberto Langdone e il mistero “La morte della Vergine” di Caravaggio

Il nostro esperto di misteri dell’arte Roberto Langdone è al Musée Louvre non solo per ammirare gli splendidi quadri e le statue esposte, ma per indagare sulla storia dell’opera di Caravaggio: “La morte della Vergine”.

Come mai il quadro si trova al Louvre?
Molti si pongono questa domanda, ma per rispondere dobbiamo fare un salto nella storia e sfogliare numerose pagine antiche… Tutto inizia con Roma, precisamente Trastevere e la chiesa della Santa Maria della Scala. 

Durante il periodo romano di Caravaggio, intorno agli inizi del 1600, la Chiesa carmelitana di Santa Maria della Scala chiese al pittore una pala d’altare per una cappella della chiesa, il cui tema doveva essere la morte della Vergine. Il quadro non vide mai la chiesa, perché i frati ebbero un vero e proprio rifiuto nei confronti dell’opera di Caravaggio. Esso rappresenta uno dei primi casi in cui la Chiesa si espose così drasticamente davanti ad un’opera d’arte. “La morte della Vergine” di Caravaggio fu uno dei primi rifiuti ricevuti al pittore lombardo.

“La morte della Vergine”, Caravaggio, Musée Louvre

Cosa è andato storto?
La chiesa eretta dall’ordine dei carmelitani in Trastevere, segue una tradizione molto consolidata: l’episodio dell’assunzione della Vergine. In particolare i frati sono legati ad un momento preciso dell’evento descritto nelle sacre scritture: il momento preciso in cui la Vergine muore. La tradizione dell’ordine narra infatti, che ciò sia avvenuto mentre Maria era in un monastero del Carmelo… Questa prefazione è importante perchè possiamo comprendere il valore spirituale che l’opera, commissionata a Caravaggio, doveva assumere. 

Non conosciamo il periodo preciso in cui Caravaggio dipinge la pala, ma dal suo stile comprendiamo che si tratta di una delle ultime opere del suo periodo romano. Secondo le biografie ufficiali, l’opera risultava indecorosa in quanto il soggetto protagonista del quadro, altro non era che una prostituta amata dallo stesso Caravaggio.
La Vergine che assunse i tratti di una donna, di una prostituta. 

Dettaglio del quadro “La morte della Vergine” di Caravaggio

Le parole di Roberto Langdone
La vicenda del rifiuto del quadro di Caravaggio e del suo approdo a Parigi narra qualcosa di più.  È bene anche osservare la pala che oggi troviamo a Santa Maria della Scala che ha sostituito il quadro di Caravaggio. L’opera eseguita da Carlo Saraceni, seguace veneziano di Caravaggio, rappresenta la morte della Vergine come un momento di transizione: nella parte inferiore ritroviamo tutto ciò che lega la morte, la disperazione, il negativo, ma alzando lo sguardo nella parte superiore ritroviamo la speranza, il paradiso… Gli occhi della vergine Maria sono occhi di speranza.   “La morte della Vergine” di Caravaggio non rappresenta tutto ciò. 

Osserviamo l’opera. I soggetti si trovano all’interno di una stanza buia dove in alto abbiamo una colonna e un drappo rosso. I personaggi sono gli apostoli sconcertati, la vergine, sdraiata e gonfia, a piedi scalzi e con una mano sulla pancia, pallida ma naturale. Tutti i soggetti non fanno di certo presagire ad una speranza, ma troviamo tematiche legate alla morte e alla solitudine. 

Anche questa è stata la ragione del rifiuto. Ma poi? Uno dei primi ad apprezzarne l’iconografia e la sua composizione  fu Pietro Paolo Rubens, il quale fece comprare il quadro al duca di Mantova, suo protettore. Da lì, il quadro passerà poi a Carlo I d’Inghilterra e poi al Re Sole, Luigi XIV. 

È incredibile come un rifiuto di un quadro, abbia avuto poi tantissima fortuna e fama, ma soprattutto sarà un esempio da imitare per gli artisti successivi. Una certezza è il straordinario modo di raccontare di Caravaggio nella sue opere. La tradizione viene narrata attraverso la realtà, attraverso gli occhi di un artista che vive la strada, osserva le persone e i borghi. Opere in cui troviamo la narrazione legata anche al ritratto. Un Caravaggio incredibile.

La pala di Carlo Saraceni, oggi esposta a Santa Maria della Scala in Trastevere, Roma

2 commenti su “Il rifiuto di un Caravaggio

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