Le tre età

Il mistero del quadro di Klimt

Il nostro esperto di misteri, Roberto Langdone è a Roma, presso la Galleria Nazione di Arte Moderna, per studiare un quadro di Klimt: Le tre età.

Come mai è a Roma?
In Italia, abbiamo il piacere di esporre tre opere di Klimt, una conservata a Venezia, l’altra da poco ritrovata a Piacenza e infine l’ultima a Roma. Le tre età fu acquistata nel 1911, a seguito dell’esposizione presso la Biennale d’Arte di Venezia.

Descriviamo l’opera
Come già esplicitato nel titolo, le tre età rappresentano i tre stadi della vita della donna: fanciullezza, maternità, anzianità. Oltre ai tre soggetti ben distinguibili, possiamo certamente affermare che tutto il quadro evoca il tema principale. Quello che il nostro occhio pone più attenzione sono due dettagli: il colore nero sullo sfondo e l’affetto tra la mamma e la bambina. Iniziano dall’ultimo punto. In realtà, il tema dell’affetto non è solamente presente nei primi due stadi dell’età, ma esiste anche nel terzo stadio. Si tratta di un affetto riguardo la vita. È proprio la terza donna che lega il tema dell’affetto con lo sfondo nero. Basta osservare su dove appoggia i suoi piedi. Uno si trova sullo sfondo colorato e l’altro su quello nero. Sembra quasi che sia tra la vita e la morte… Tutto il quadro rievoca i tre stadi delle età.

Le parole di Roberto Langdone
Il quadro è una meraviglia agli occhi e un vero pensiero filosofico che ci aiuta a riflettere davvero sul senso della vita. Qui non parliamo più della crescita o della vita, ma parliamo della donna, come protagonista della vita. Una donna che da bambina è diventata madre e da anziana attende ormai la morte dopo anni ed anni impiegati nel lavoro (le mani dell’anziana donna sono molto rovinate).
Mi piace anche condividere ciò che tempo fa Finestre sull’Arte ha scritto riguardo un approfondimento che lega questo quadro con i mosaici di Ravenna. Osservando bene lo sfondo possiamo immaginare le varie sagome ricreate molto simili a quelle che ritroviamo nei tasselli dei mosaici bizantini presenti a Ravenna. In effetti Klimt ha compiuto alcuni viaggi in Italia, anche a Ravenna, per cui non si può escludere questo particolare. Ancora una volta, anche l’arte più vicina a noi cronologicamente si ispira sempre a qualcosa proveniente dal passato!

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