La storia di Jacques-Louis David

Roberto Langdone e il mistero del pittore francese David

Il nostro esperto di misteri dell’arte Roberto Langdone è in Francia per analizzare un caso davvero particolare. L’oggetto dei suoi studi è il noto pittore francese Jacques-Louis David, il quale attraverso le sue opere è passato da pittore della rivoluzione a pittore ufficiale di Napoleone. Come mai l’artista ha radicalmente cambiato le sue scelte politiche?

Da dove incominciare?
Per analizzare bene il caso è bene soffermarsi su alcune opere di Jacques-Louis David che sono state cruciali non solo per la sua carriera, ma per l’intera storia dell’arte francese e internazionale. 

Il giuramento degli Orazi, 1785, Musée Louvre

Il giuramento degli Orazi
Opera realizzata nel 1785 tra Roma e Parigi. Jacques-Louis aveva già un suo atelier e i suoi allievi. Il quadro fu realizzato per soddisfare le richieste del Batiments du Roi (dipartimento responsabile dei lavori ordinati dal sovrano). La scena riprende un episodio storico: Tito Livio e il duello degli Orazi. In particolare, il quadro immortala una scena solenne: tre figli che giurano al padre di offrire la propria vita per la patria. La solennità della “cerimonia” è scandita dal linguaggio dei gesti dei soldati, che sono in piena contrapposizione con i gesti tragici e piangenti delle donne. Per il quadro evidenzia non solamente valori che richiamano all’eroismo e al sacrificio, ma soprattutto alla fedeltà per la patria. L’opera venne approvata dall’Accademia e consacrò definitamente David come pittore dal “vrai style”. L’opera inconsapevolmente diventerà vetrina e manifesto per i rivoluzionari, proprio perché la sua storia richiamava la Roma repubblicana.

More di Marat, 1793, Bruxelles, Musées des Beaux-Arts

Morte di Marat
Gli anni passano e nel pieno della nota Rivoluzione francese, Jacques-Louis David sposa la causa rivoluzionaria entrando a far parte degli Accademici dissidenti, gruppo fondato per riformulare l’Istituto d’Arte, precedentemente in mano al governo del re. Ormai l’artista era diventato sempre più un uomo politico, radicalizzando le sue idee rivoluzionare. L’opera “Morte di Marat” richiama questo periodo della vita dell’artista. Nel 1793 muore un amico di David, anche lui figlio della rivoluzione: Marat. La Convenzione (il potere rivoluzionario provvisorio) chiede all’artista la rappresentazione per questo “martire della rivoluzione”. Il quadro è una vera celebrazione per Marat.
Il soggetto è sdraiato nella tinozza e ritroviamo in lui i valori della nobiltà e dell’altruismo (la presenza dell’assegno ne è un esempio). Il quadro si ispira da modelli italiani come Caravaggio e Michelangelo e richiama una autentica drammaticità sobria. Il quadro è un autentico simbolo della rivoluzione, perchè attraverso la realtà dell’evento e non trovando nessuna metafora artistica, ritroviamo una vera e propria denuncia e condanna del delitto. L’opera fu particolarmente apprezzata dai rivoluzionari

Il Primo Console supera le Alpi al Gran San Bernardo, 1801, Malmaison

Le opere commissionate da Napoleone Bonaparte
Con le vittorie in battaglia di Napoleone e i numerosi dissidi all’interno del potere rivoluzionario, David incomincia ad ammirare il noto generale francese, al punto da definirlo un eroe. Il primo quadro ufficiale di Napoleone fu realizzato da Jacques-Louis David e si intitola “Bonaparte valica il Gran San Bernardo”. Un quadro contemporaneo ma che richiama fortemente i canoni classici dell’arte antica. Una volta nominato Imperatore di Francia, Napoleone nominò David primo artista e realizzò una delle opere più famose e allo stesso tempo immense “L’incoronazione di Napoleone”. 

L’incoronazione di Napoleone, 1808, Parigi, Louvre

Le parole di Roberto Langdone
Attraverso questo excursus storico artistico comprendiamo come Jacques-Louis David sia un vero figlio del tempo: da artista dell’Ancien Regime decide prima di sostenere la rivoluzione, ma successivamente ne comprende i dissidi e si affida al potere di Napoleone, divenendo primo artista. Nonostante i radicali cambiamenti politici nella sua vita, l’arte rimane il suo unico fil rouge come strumento che lo ha portato a realizzare non solo dei capolavori, ma anche dei modelli ispiratori. In futuro, molti dittatori si ispireranno dalla sua arte per la realizzazione delle propagande politiche. 

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