Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Un museo nel cuore di Piazza San Marco

Venezia è una città che ti lascia sempre con il fiato sospeso, perché c’è sempre qualcosa di bello da scoprire. È quello che è successo quando abbiamo scoperto il Museo Archeologico Nazionale di Venezia. Esattamente nel cuore della città, a Piazza Sa Marco, il museo ospita una splendida collezione archeologica di epoca greca, romana e non solo. Oggi abbiamo il piacere di dialogare con coloro che lavorano in questo museo. Insieme abbiamo cercato di raccontare la sua storia e la sua collezione! Buona scoperta!

ph. di Joan Porcel

Da una collezione privata ad un museo per i Veneziani
Il museo nacque nel XVI secolo, quando il card. Domenico Grimani lasciò in eredità alla Serenissima un gruppo di sculture di sua proprietà e, successivamente, fu ampliata la collezione dal nipote Giovanni. Solamente nel 1596 l’allestimento fu portato a termine da Federico Contarini, per volere del Consiglio dei Dieci. Nel corso dei secoli, poi ci sono state ulteriori modifiche e nuove donazioni, allargando la collezione. 

Il Museo ospita una ricca collezione di opere d’arte classica, con originali greci e copie di origine  romana. Non ci sono solo sculture, ma troviamo anche rilievi, iscrizioni, gemme, ceramiche, avori e una raccolta di numismatica. 

Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia è uno dei musei di Piazza San Marco, forse il meno noto ma pur sempre intimamente legato alla storia della città. Le sue collezioni, frutto della passione di alcune tra le  più insigni famiglie veneziane, prima di trovare la loro collocazione definitiva nelle sale dell’ex Palazzo Reale hanno fatto bella mostra di sé a Palazzo Ducale e nel vestibolo della  Biblioteca Marciana, costituendo un motivo di orgoglio per la città.

Oggi diamo per scontato che i musei e il loro patrimonio siano luoghi facilmente fruibili e alla portata di tutti, ma non è sempre stato così; Venezia e la sua classe dirigente in questo senso sono stati lungimiranti e dobbiamo riconoscere il giusto merito alla famiglia Grimani e a coloro che hanno seguito il suo esempio perché hanno permesso che le loro meravigliose collezioni d’antichità divenissero un patrimonio pubblico della Repubblica Serenissima e come tale accessibile a tutti. Il Museo Archeologico nasce nel 1596 con l’inaugurazione dello Statuario Pubblico e rappresenta il primo museo pubblico della città e tra i primi in Italia, un piccolo primato di cui i Veneziani dovrebbero essere consapevoli.

ph. di Joan Porcel

Sapete cosa mi ha più colpito?
Tra le numerose opere, ciò che mi ha maggiormente colpito sono i Galati. Ricordiamolo, sono copie in marmo di originali in bronzo realizzati intorno al 230-125 a.C., da parte degli Attalidi, sovrani di Pergamo. Le statue mostrano la caduta in battaglia di soldati barbari. Ma oltre a esprimere il dolore della caduta in guerra, queste sculture, nella loro drammaticità vogliono rappresentare l’onore del soldato in battaglia. I Galati sono stati una grande fonte di ispirazione soprattutto in epoca romana. Infatti i Galati Grimani, all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Venezia, furono ritrovati proprio a Roma poi portati a Venezia. Le sculture analizzate, attraggono per la loro teatrale posizione, ma non solo! Infatti possiamo certamente affermare che sono stati una fonte di ispirazione anche nel 500 e 600. Essi, infatti, esposte presso Palazzo Ducale, attirarono l’attenzione di pittori del calibro di Tiziano e Tintoretto.

Il Museo Archeologico è stato per molto tempo una palestra per gli artisti. Essi hanno così avuto modo di confrontarsi con l’arte antica che è diventata così una utile fonte di ispirazione, ma non solo, alcuni scultori sono intervenuti sulle opere per restaurarle; infatti molte delle sculture esposte portano ancora le tracce di questi interventi. Le nostre opere, seppur frammentarie e decontestualizzate, manifestano ancora oggi la loro genuina bellezza. Sicuramente sono in grado di fornire suggestioni ed emozioni ad un visitatore attento che sappia in qualche modo connettersi con esse. Del resto sono impregnate di storie, basta solo saperle fare emergere e questo rientra tra i nostri compiti e obiettivi.

ph. di Joan Porcel

Un lato diverso di Venezia
Per gli amanti di questa città, per coloro che vogliono scoprire sempre qualcosa di nuovo a Venezia, il Museo Archeologico Nazionale di Venezia è la perfetta soluzione a queste richieste. Posizionato del cuore della città lagunare, a Piazza San Marco, ospita una collezione antica conservata inizialmente da famiglie importanti di Venezia e poi donate ai veneziani. Passeggiare per i corridoi di questo museo, significa non solamente conoscere l’arte antica, ma anche scoprire e respirare il sapore del collezionismo veneziano… Visitatelo, perché ne vale davvero la pena!

Chi viene a visitare Venezia è interessato alla storia e all’architettura della città, così come agli innumerevoli artisti che ne hanno dato lustro: Tintoretto, Tiziano, Veronese, Tiepolo tanto per citarne qualcuno. L’archeologia invece è una disciplina che sembra avere poca attinenza con la città e non suscita grande entusiasmo. Del resto non ci sono complessi archeologici monumentali come a Roma, Pompei o nella Valle dei Templi di Agrigento, tanto per fare qualche esempio, capaci di attirare un vasto pubblico.

Le antichità sono legate alla storia della città che ha importato una grande quantità di reperti reimpiegandoli per abbellire i propri palazzi ed edifici o per collezionarli. (Pensiamo al leone marciano, ai cavalli della basilica di San Marco, i tetrarchi, il Todaro) Chi viene nel nostro museo troverà una serie di reperti provenienti da luoghi più o meno lontani come Roma (orizzonte culturale di riferimento per molti collezionisti veneziani), il Levante e quindi la Grecia, l’odierna Turchia, l’Egitto a testimonianza degli intensi rapporti, non solo economici, intercorsi tra Venezia e i paesi dell’area  orientale del Mediterraneo.

Il nostro museo quindi non parlerà di realtà locali, di scavi nel territorio circostante, questo è l’aspetto marginale. Conforme allo spirito veneziano, il museo parlerà di viaggi, di opere trasportate, scambiate, vendute, restaurate;  parlerà della passione di uomini che si sono spesi per recuperare un patrimonio antico che sentivano dovesse essere preservato e valorizzato. Il visitatore si imbatterà quindi in alcune opere di indubbio valore, come ad esempio una serie di statuette femminili, magnifici esempi di scultura greca di epoca classica, cioè del V e IV secolo a. C., un reliquiario che ci restituisce un’immagine del luogo simbolo della cristianità, cioè il sepolcro di San Pietro a Roma, ammirerà un cospicuo repertorio della scultura greco-romana, i ritratti di molti protagonisti della storia di Roma, reperti egizi, assiri, basta solo lasciarsi affascinare.

Tutte le info sul museo potete vederle da questi link: 
Polo Museale del Veneto
Wikipedia

Inoltre stanno portando avanti una bella campagna di comunicazione digitale e li potete trovare anche su:
Facebook
Instagram

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna su