Museo Civico Giovanni Fattori: una vera scoperta!

Oggi voglio descrivervi un museo davvero interessante. Ci troviamo nei pressi di Livorno, dove tra i diversi luoghi culturali della città, emerge il Museo Civico Giovanni Fattori. Con molto piacere sono riuscito ad intervistare il team che si occupa di comunicazione. Ecco qui la mia intervista… Buona Lettura!

Villa Mombelli, Museo Civico Giovanni Fattori

Il museo di Livorno
Il Museo Civico Giovanni Fattori, per molti versi, rappresenta il cuore dei livornesi. Non si tratta semplicemente di un museo, ma di un vero luogo culturale in cui i cittadini possono vivere a pieno la cultura. Questa realtà museale si trova all’interno del parco Villa Mimbelli, il cuore verde della città, in cui coesistono anche una ludoteca, un teatro all’aperto, una biblioteca specializzata d’arte e i Granai, sede delle mostre temporanee. In un contesto in cui l’arte ci accoglie in tutte le sue forme, il Museo ambisce ad essere il punto di riferimento per i cittadini. Che bello pensare che un museo possa accendere quella sinergia tra cittadino e arte! Una mission che molti musei italiani stanno portando avanti!

G. Fattori, La signora Martelli a Castiglioncello, Museo Civico G. Fattori

Cosa possiamo ammirare al suo interno?
Innumerevoli sono le opere esposte all’interno del museo. Ma sapete, a me non piace stilare una lista come se dovessi fare una spesa! Perciò ho voluto osare e chiedere di più. La domanda che ci dovremmo porre quando dobbiamo conoscere un museo non è: “Cosa ammiriamo all’interno?”, ma: “Quale quadro o statua secondo te, vale veramente la pena conoscere fino in fondo?”. Non è facile rispondere a questa domanda, in quanto significherebbe dover parlare in maniera soggettiva e non più oggettiva. Ma questo permette di trasmettere la passione che gli occhi assimilano attraverso l’arte della parola.

In questo caso, uno dei quadri da porre maggiore attenzione è Un episodio della battaglia di Montebello di Giovanni Fattori del 1862. La ragione risiede in queste parole…

Il dipinto di per se gode di grande fama, infatti rappresenta una di quelle scene di battaglia per cui Giovanni Fattori compare su molti libri di storia dell’arte. Una scena tumultuosa dove par di poter sentire il frastuono dello scontro fra i due eserciti. La critica lo considera come il primo dipinto “macchiaiolo” di grande formato. Ma non è “solo” questo a renderlo così speciale. Infatti a seguito di un restauro che ha interessato l’opera negli anni’90 è stato trovato sul retro della tela, un altro dipinto che il Fattori stesso insoddisfatto aveva abbandonato e coperto.

Si tratta di “Scena Medicea (Clarice Strozzi intima ad Ippolito ed Alessandro de’ Medici di partire da Firenze) ”, un episodio storico e in costume con cui Fattori si confrontò con un certo imbarazzo fra 1857 e il 1859, non portandolo quindi a termine, e anzi coprendolo con della tinta grigia, per poi riusare la tela nell’altro lato. La grande tela sembra custodire quindi quasi l’intero percorso artistico del XIX secolo, dove la prima metà fu caratterizzata da una pittura di orientamento romantico, con scene tratte dalla storia o dalla leggenda, mentre la seconda parte del secolo si apre con la rivoluzione della “Macchia” che anela a una pittura caratterizzata da un interesse per il verismo e un’osservazione diretta e non idealizzata della natura e si fa carico di temi desunti dall’attualità. Del resto, il conflitto tra pittura idealizzata e temi reali, è lo stesso che accompagna tutto il nostro percorso museale, che si snoda in una villa ottocentesca caratterizzata da affreschi di gusto romantico e dipinti di scuola macchiaiola e post- macchiaiola.

Giovanni Fattori, Un episodio della battaglia di Montebello 1859, olio su tela, cm 204×290, 1862, Livorno, Museo civico G. Fattori.

Il XIX secolo: un periodo artistico non formato solamente da Impressionisti
Il Museo Civico Giovanni Fattori rappresenta a pieno la pittura italiana e regionale toscana del secolo XIX. Un periodo in cui spesso e volentieri mettiamo in secondo piano per la supremazia dell’Impressionismo e di grandissimi pittori come Gaugin e Vincent van Gogh. Eppure nonostante questo, l’Italia ha prodotto una serie di pittori accomunati da un unico movimento artistico. Sto parlando dei macchiaioli… La storia ci insegna che inizialmente la critica non ha visto di buon grado questo gruppo di pittori italiani, ma fortunatamente questa abitudine fu immediatamente rovesciata, considerandoli come esponenti fondamentali della nostra pittura italiana di fine secolo.

Passeggiare per le sale di questa realtà museale significa anche riprendere in mano la pittura dell’Ottocento italiano, riscoprendo e ammirando l’eccezionale qualità di una compagine di artisti che con pochi mezzi arrivò fino alle vette più alte della pittura, dimostrando come anche oltre ai grandi centri italiani, anche nelle province ferveva un gran fermento artistico.

Il Museo è presente anche nel web, non solo tramite il sito web, ma anche attraverso i canali social come Facebook ed Instagram.

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