Raffaello e la sua Fornarina

Descriviamo il quadro Ritratto di donna nei panni di Venere di Raffaello

Il quadro dal titolo Ritratto di donna nei panni di Venere o più comunemente definita come Fornarina di Raffaello, rimane uno dei quadri più sensuali del pittore Urbinate. Ma cerchiamo di scoprire qualcosa in più.

Raffaello Sanzio, Ritratto di donna nei panni di Venere, 1518-1520, olio su tavola, 85×60 cm, Palazzo Barberini, Roma

Un quadro, mille misteri
Purtoppo la Fornarina rimane un’opera avvolta da incertezze. Una fra tutte è la sua committenza. Purtroppo non si conosce colui che ha finanziato il quadro e dalle testimonianze scritte sappiamo solamente che da un certo periodo, intorno al XVII secolo, è passato in mano alla famiglia Barberini.

Perché viene definita Fornarina? Tutto si riconduce ad un plausibile intreccio amoroso fra Raffaello e la donna ritratta nel quadro. Inizialmente citato da Vasari, ma poi ritrovato all’interno di una didascalia. Il termine “fornarina” può inizialmente ricondurre all’idea del forno, per cui si può pensare ad una figlia di un fornaio. In realtà, non è da scartare anche l’ipotesi dell’allusione erotica del “forno” per la presenza sullo sfondo di alberi come il mirto, il melo cotogno e l’alloro, attribuiti alla dea dell’amore.

Raffaello Sanzio, Ritratto di donna nei panni di Venere , 1518-1520, olio su tavola, 85×60 cm, Palazzo Barberini, Roma

Quanti misteri…Ma cosa mostra il quadro?
Il Ritratto di donna nei panni di Venere è un chiaro esempio di ripresa dei canoni classici. Raffaello, ispirato dalle statue dell’Antica Grecia dedicate alla Venere, ha realizzato un ritratto che richiama il vento del rinnovamento culturale: il rinascimento. Il gesto della donna di coprirsi le sue nudità, è una chiara ripresa alla Venere accovacciata, (un altro esempio lo ritroviamo nella Nascita di Venere di Botticelli). Dunque un gesto che richiama la pudicizia, tipico valore di Venere.

Un dettaglio di notevole interesse e fascino risiede nella firma di Raffaello. Solitamente troviamo la firma in basso al quadro. Questa volta la dicitura Raphael Urbinas si trovare sul bracciale che la donna indossa sull’avanbraccio. Sembra come se Raffaello non voglia “rovinare” cotanta bellezza inserendo la sua firma e perciò la “camuffa” rendendola però maggiormente visibile. Incredibile!

Raffaello Sanzio, Ritratto di donna nei panni di Venere, 1518-1520, olio su tavola, 85×60 cm, Palazzo Barberini, Roma

Ancora una volta l’arte classica come ispirazione!
È notevole come molti coetanei sottovalutano l’arte antica, come ormai obsoleta. Eppure senza di essa grandi artisti come Raffaello, non avrebbero prodotto vere e proprie opere d’arte che hanno aperto le porte alla modernità. L’idea di ispirarci dal passato per poi produrre qualcosa di nuovo, mi ha sempre affascinato!

5 commenti su “Raffaello e la sua Fornarina

  1. Quest’anno essendo l’anno di Raffaello sono usciti tanti libri…romanzi…in uno.di questi si parla di in anello di matrimonio tra i due protagonisti.anello.cancellato dal quadro da un suo.collega alla morte dell’artista, perché Raffaello era stato promesso sposo alla nipote di un prelato.hai notizie al riguardo.grazie

    1. Ciao e grazie per il tuo commento. Beh, bisogna innanzitutto dire che in realtà tutto ciò che gira intorno a Raffaello e la sua ritratta sono tutte ipotesi… Infatti ben poche sono le certezze. Ne ho sentite davvero tante, anche riguardo al loro rapporto d’amore… Si sa con certezza che Raffaello amasse le donne. Per cui quando ascoltiamo o leggiamo qualcosa riguardo i loro rapporti , dobbiamo sempre tener conto che sono ipotesi non confermate…

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