La Venere di Urbino

La raffigurazione di una dea terrena

Roberto Langdone si trova alle Gallerie degli Uffizi a Firenze, per esaminare un quadro dal mistero affascinante: la Venere di Urbino di Tiziano.

Cosa rappresenta il quadro?
L’opera di Tiziano fu commissionato da Guidobaldo II Della Rovere, il quale voleva mostrare il quadro alla moglie come monito amoroso. La Venere di Urbino presenta una donna in primo piano, completamente nuda e sdraiata su un materasso. L’intero ambiente non ci trasporta in un mondo classico, greco o latino, bensì nel mondo moderno. In secondo piano troviamo invece altri due soggetti intenti nella ricerca di un vestito all’interno di un baule. 

La Venere di Urbino è diversa dalle altre Venere nell’arte?
Il quadro rappresenta sicuramente un unicum della storia dell’arte, ma attinge sempre dal classicismo. Basta notare la protagonista stessa, che nonostante fosse nuda, con un braccio tende a nascondere le sue nudità. Questo esempio è una chiara ripresa del tema della Venus Pudica, vista in numerose statue greche o copie romane. E non solo! Ritroviamo anche diversi simboli che richiamano il soggetto. In primo luogo, quella corona di rose che Venere tiene in mano, simbolo della bellezza in piena fioritura ed anche la presenza del cane che ripropone il simbolo di fedeltà. Tutto riporta al tema dell’amore, che non è puramente simbolico e idilliaco.

Cosa rappresentano le due donne?
È proprio qui che ritroviamo il fulcro del mistero. Se il quadro ricrea la Dea dell’amore, come mai ci sono altri soggetti, che potremmo definire non “celestiali”? In realtà la presenza di quelle due ancelle sono il risultato di una serie di dettagli che ritroviamo nell’opera. Precedentemente avevamo notificato l’assenza di una ambientazione classica nel quadro. In effetti questo non è casuale! Quello che cerchiamo di far notare è che Tiziano abbia voluto rappresenta una donna bella, sensuale, che possa essere il simbolo dell’amore. Una Venere che non sembra Venere! In effetti, se osservassimo con attenzione, il tutto non ci rimanda alla Dea del mondo classico, quanto piuttosto ad una donna bella. Questo accorgimento ci viene ancor più confermato dalla presenza delle due ancelle intente a cercare un vestito per la loro signora. 

Le parole di Roberto Langdone
La Venere di Urbino di Tiziano è un quadro unico e lo dimostrano i successori artisti che si sono ispirati da lui, tra cui Ingres e Manet nel XIX secolo. La sua vera unicità risiede in quella umanizzazione della dea dell’amore che a tutti gli effetti l’ha resa umana, senza cambiarne i suoi connotati, ma semplicemente cambiando tutto il mondo che le circonda. Un quadro che nasce come atto d’amore e rimane tale, perché non è Venere ad essere la protagonista, bensì l’amore terreno, quello bello e fedele. Lo ripeto ancora una volta, un quadro unico. 

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